AVAMPOSTO DELL'INFERNO


AVAMPOSTO DELL'INFERNO

anno di pubblicazione: 2005

Davide Zedda Editore

ISBN: 88-901850-0-8

A metà strada tra il fantastico e l'horror, tra il thriller e il paranormale, beneficia di un intreccio perfettamente armonico, con un tipo di scrittura che definire cinematografica, non è sbagliato e che accompagna il lettore pagina per pagina, senza mai tentennare e mai tradire.
Forse non eccessivamente dotato di virtuosismi lessicali, di ricami sintattici, di inutili perizie, risulta comunque, e anzi proprio per questo, un'opera attualissima, perfettamente valida e allineata con le tendenze attuali della nuova letteratura, dove a farla da padrone, in un romanzo, deve essere, sempre e comunque, la storia.
E la storia qui si diffonde quasi da sola, al punto da non aver bisogno di ulteriori introduzioni, orpelli o abbellimenti.
Ambientato in caleidoscopico tour virtuale tra una Roma anni novanta e una sonnolenta provincia siciliana, carico di antiche persuasioni e di dolenti tradizioni occulte, Avamposto dell'Inferno è un romanzo affascinante, fortemente ammaliatore, capace di trascinare il lettore dalla prima all'ultima pagina, come dovrebbe essere, a tutti gli effetti, ogni buon libro. Ma se ciò sembra ovvio, in realtà non è poi tanto vero, in questo attuale panorama letterario che spesso più che intrattenere mira solo a stupire, con pindariche acrobazie sintattiche e contenuti pressoché inesistenti.
Ecco spiegato il motivo per cui questo romanzo di esordio di Monteduro risulta addirittura sorprendente, perché, per una volta, con raro piacere, ci consente di tornare alla vera letteratura, la letteratura di puro intrattenimento.

E' Il Professor Belvisi, il protagonista di questa storia, un uomo che si sveglia una mattina, soddisfatto di se stesso e della propria luminosa carriera medica in un'assolata Roma anni Novanta. Giovani amanti, successi professionali, un fisico ancora invidiabile, nonostante l'età, tutto sembra contribuire a far di lui un uomo arrivato, felice e pago della vita.
Ma qualcosa giunge a turbare questo equilibrio: un terribile segreto che emerge dal suo passato, un qualcosa di talmente inconcepibile e spaventoso che egli sembra aver cancellato dalla memoria.
Da quel momento oscuri presagi si muovono intorno a lui, mettendo a repentaglio la sua stessa sanità mentale.
Per Giorgio Belvisi l'accusa di aver ucciso la sua giovane amante, scaraventandola fuori della finestra, è solo il minore dei suoi problemi, vista l'incredibile serie d'imputazioni che gli vengono rivolte. Ed è per questo che il giorno del suo processo, in un'aula gremitissima del "Palazzaccio" di Giustizia, egli inizia a parlare e a condurre la sua personalissima difesa insostenibile, a cui nessuno può crede.
Cosa lega Giorgio Belvisi ad un prete della provincia siciliana, dilaniato dai dubbi di fede ed in perenne conflitto con i mostri generati dall'alcol di cui è divenuto schiavo? E perché fra tanti, proprio Paolo Virmani, l'ispettore di Polizia che lo dovrebbe incriminare, è invece l'unico che non lo ritiene colpevole? Cos'è accaduto nella sua giovinezza, dal renderlo così affine all'imperscrutabile storia di Belvisi?
E' un mondo oscuro e insospettabile quello che emerge da vicende che s'incrociano in diversi spazi temporali, fino a condurre ad uno spaventoso confronto finale.
Su tutto sembra erigersi il "Dark Lady", ritrovo per appassionati di musica alternativa e di incontri insoliti, che sorge all'estrema periferia di Roma, dove vengono ritrovati due cadaveri, oscuri delitti con un vago sentore di riti satanici, e dove due arpie di basalto poste emblematicamente sulla soglia del locale, sembrano ergersi verso qualcosa che sta lentamente affiorando.
Brandelli di passato fuoriescono dalla memoria per legare gli avvenimenti dei personaggi, in nome delle loro esperienze di vita trascorsa.
Nemmeno ciò che è stato esiliato dalla memoria, può considerarsi ormai passato, nemmeno ciò che è morto e sepolto, perché tutto ritorna in una giostra infernale ed i fatti si concatenano con l'estrema lucidità della follia, conducendo il lettore, fianco a fianco con i protagonisti, fin dentro le viscere di una storia cruenta e terrificante.
La conclusione finale ha il sapore amaro di una tragedia annunciata, dove anche l'ultimo filo di speranza si spezza, perché la stessa natura umana è fallace e caduca, incapace di far fronte a minacce oscure con la sola forza della razionalità e del pensiero.
Questo romanzo ha il potere di riportarci indietro con la mente alle epoche nere dei tempi passati, dove le forze sconosciute di mondi sotterranei imperversavano incontrastate sopra le esistenze di uomini che poco potevano fare per combatterle.
E' vero, la tecnologia, lo sviluppo industriale, le nuove scoperte scientifiche, hanno aperto nuove soglie all'umano sapere, e le potenzialità del genere umano sembrano espandersi e dilatarsi oltre ogni materiale confine noto o sconosciuto, ma ancora oggi, ogni giorno, accadono fatti che si ergono a monito contro la nostra incoscienza, come a ricordarci che siamo cullati in una falsa sicurezza, e che il nostro sogno dorato d'onnipotenza potrebbe infrangersi presto e in qualsiasi momento.

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